una Vita in Gioco

[Carosello] #2: Il film di Ratchet & Clank al cinema nel 2015. Sì sì siiì! Non nascondo il mio amore furry per il lombax (insieme al procione ladro dell’altra saga antropomorfa videoludica di Sony) e nei miei sogni più bagnati ho sempre fantasticato su una possibile animazione ufficiale del franchise. Perché l’azione, lo humor, le avventure intergalattiche e tutti quegli elementi che hanno contraddistinto da sempre questa fantastica serie ludica sono perfetti per essere trasportati sul grande schermo.

1×10: LA QUARTA GIOCOSTAZIONE DELLA MORTE - DIETROLOGIA VIDEOLUDICA

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1×10: LA QUARTA GIOCOSTAZIONE DELLA MORTE

DIETROLOGIA VIDEOLUDICA

[Altoparlante] #16: Dietrologia Videoludica 1×10: LA QUARTA GIOCOSTAZIONE DELLA MORTE.

CRONACA DI UNA PUNTATA DEDICATA ALLA PLAYSTATION 4

In un momento di partecipazione attiva modello “cittadino responsabile” il buon Luigi Marrone prende le redini di un episodio di Dietrologia Videoludica diventandone ispiratore, autore e in parte anche coordinatore. Basiti da tanto attivismo partecipativo, il Pizzi – alle prese con sporadici e improvvisi attacchi di dislessia – e il confederato Stefano Biggio – che è arrivato ululando da un bus elvetico cercando di perseverare la leggenda che è un lavoratore e nascondendo la mera e misera verità – si sono fatti dirigere dal momentaneo facente funzioni di capitano di origine rietina.

Meno basito ma sempre ben ancorato all’albero maestro di questo episodio, un meno raffreddato Giuseppe Saso ci illumina come sempre con la sua sintesi asciutta e precisa e con il suo cuore da “vita in gioco” che da sempre gusto ascoltare.

Costanti e variabili

Ho terminato ieri a mezzanote BioShock Infinite. Ed ho aperto gli occhi. Al di là dell’Inception finale, Ken Levine è davvero lo Steve Jobs dei videogiochi. Perché nonostante le infinite vicende parallele e cambi di ruolo, nei videogiochi, le nostre scelte sono sempre in qualche modo fittizie e conducono al medesimo risultato: l’importante è solo rimanere sospesi in un altro mondo, un altro universo parallelo.

[Carosello] #1: Thank You For Playing

E’ possibile creare uno show televisivo sui videogiochi con un format ludico? Evidentemente Explosive Alan pensa di sì, come l’episodio pilota di Thank You For Playing dimostra: una mappa in stile Super Mario World, obiettivi sbloccabili e diversi “mondi” (gli episodi della serie) da visitare. Eppure ciò che mi ha colpito maggiormente non è la qualità intrinseca dell’Opera Multimediale Interattiva (ogni riferimento a certa gente è puramente casuale, attenzione) bensì la mole di materiale interessante discusso: finalità del multiplayer, intelligenza artificiale dei personaggi non giocanti alleati, come lanciare un progetto su KickStarter e, dulcis in fundo, una piccola riflessione di Warren Spector. Da vedere e giocare.

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AH#34-Il Cervello del Mac

AppleHorizon.it

[Altoparlante] #14 AH#34-Il Cervello del Mac. Puntata dedicata soprattutto su alcune avventure grafiche moderne (Kentucky Route Zero, The Silent Age e Fetch) insieme a due giochi stilosi indipendenti: Ridiculous Fishing e Knights of Pen & Paper. Buon ascolto!

C’e’ un punto dal quale dobbiamo incominciare a pensare a cosa rendano unici i videogiochi. Siamo in grado di trasportare i giocatori in mondi che solo noi possiamo immaginare. Siamo l’unico medium che risponde alle azioni dei giocatori, nessuno e’ mai stato in grado di farlo. Abbiamo fatto progressi, e abbiamo parzialmente compreso cosa prendere in prestito da altri media per andare sempre piu’ lontano. Abbiamo bisogno di idee originali. A distanza di trent’anni dalla nascita dei videogiochi, avete l’opportunita’ di stabilire come e cosa diventera’ il nostro medium nel prossimo futuro. E non e’ troppo tardi per farlo.

Warren Spector, durante la Game Developers Conference 2013.

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[Altoparlante] #12 Dietrologia Videoludica 1×09: HeadShots. Il multiplayer, ne vogliamo parlare? Il fantastico eden dei bimbiminkia blasfemi che adorano gli headshot e fanno comunella tra di loro? CoD, Battlefield e company non hanno rotto un po’ le balle? Il multiplayer rovina il singleplayer? E in cosa? in contenuti, durata o qualità generale in qualche modo ne risentono, non dovrebbero abbandonarlo del tutto e dedicarsi all’online e basta? In questi ambiti di mero gioco online, i free-to-play e i pay-to-play o pay-to-win sono un modo elegante di succhiare il midollo degli utenti? Gli scambi di oggetti tra giocatori che avvengono con valuta reale e col patrocinio-controllo dei publisher ne sono un’appendice?